Turismo e Congressi - Trieste e le sue scelte mancate, Porto, Infrastrutture, Turismo.

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Questi due Comparti
purtroppo sono in evidente sofferenza

poiché stanno scontando tutta una serie
”di non scelte”
che di fatto nell’ultimo trentennio hanno generato,
una lenta ma inesorabile erosione della nostra offerta

Turistica Congressuale Alberghiera e  Ristorativa.




L’offerta Turistica non decolla, in quanto alcuni dei contenitori espositivi disponibili come il magnifico Salone degl' Incanti oppure il Molo IV non vengono opportunamente sfruttati, come pure le iniziative relative al Parco del Mare o al Museo della Marineria che sono offerte turistiche purtroppo ancora in embrione e perennemente in attesa della scelta del sito ideale in cui poterle inserire, sito che sembra potrebbe essere o il Porto Vecchio o l'area del Mercato Ortofrutticolo. Il comparto sofre anche dalla poca cura prestata e del degrado in cui versano alcuni nostri complessi monumentali, i cui esempi eclatanti sono il Parco ed il Castello di Miramare, il Castello di San Giusto, l'Alabarda della Scala dei Giganti, purtroppo questa deprecabile situazione non risparmia nemmeno la principale entrata in Città vista la situazione di marcato degrado in cui versano le aree della Stazione Centrale e la Piazza della Libertà".


I Congressi stanno languendo, poiché si è sempre in attesa che gli Amministratori decidano finalmente, dove e come si possa in futuro ulteriormente sviluppare questa particolarmente remunerativa attività, che normalmente genera un notevole volano economico in grado d'interessare in modo particolarmente significativo diversi settori del terziario, Alberghi, Ristoranti, Negozi, Cinema-Teatri/Musei.
Ipotizzabile sviluppo che potrebbe certamente contare sull’auspicabile totale fruibilità di quel splendido complesso che è l’attuale Stazione Marittima, magari ampliandola per poter assecondare le notevoli e crescenti esigenze del mercato chiaramente per poter concretizzare questa proposta bisognava pure individuare "un sito alternativo" in cui trasferire il fulcro delle operazioni relative alla gestione dei Traffici Passeggeri, sito che forse sulla falsariga di quanto si è fatto in giro per il mondo rivitalizzare i loro Porti Storici potrebbe anche essere il nostro Porto Vecchio.
Una decina di anni fa “ in un convegno ” era stato presentato un ottimo e a mio modesto giudizio prestigioso progetto che penso sarebbe stato cantierizzabile in tempi ragionevolmente contenuti, che contemplava la sopraelevazione del magazzino N° 42 della Stazione Marittima e la realizzazione di un suggestivo manufatto nel quale venivano opportunamente sfruttate le particolari proprietà del cristallo e del cemento, questa soluzione avrebbe consentito un significativo ampliamento del nostro Palacongressi per poter creare quella grande sala da almeno 1.500/2.000 posti con magnifica vista sul Golfo "di cui questo settore sentiva l'assoluto bisogno" il complesso con questa modifica poteva diventare per bellezza e dimensioni il vero fiore all'occhiello dell'offerta Congressuale Triestina.
Poi inspiegabilmente come accade spesso dalle nostre parti, anche questo bel progetto è svanito nel nulla, forse per i nostri benpensanti questa era un’iniziativa troppo razionale sia per ubicazione che per i costi di cantierizzazione.


La Fiera Campionaria è ancora alla ricerca di una sede adeguata e mi sembra ci sia ancora poca chiarezza su quello che potrebbe essere, il suo ruolo o la sua locazione ideale. Un ruolo razionale su cui puntare penso sarebbe quello di  creare una vetrina permanente fruibile da parte dei soggetti che dovrebbero far parte "della futura Euro Regione" vetrina nella quale a rotazione le singole realtà territoriali avrebbero modi di farsi conoscere ed apprezzare presentando le loro variegate offerte, questo ruolo sarebbe in grado di garantire una particolare continuità utilizzativa delle strutture e quindi dare ottime certezze in merito ai bilanci gestionali.


Il comparto Alberghiero Balneare e Ristorativo, soffre purtroppo sia della ancora modesta nostra offerta turistica e la scarsità di eventi e mostre fortemente caratterizzate in grado di generare significativi interessi, che della mancata rimodellazione del nostro esteso litorale per acrescere ed ottimizzare la fruibilità delle nostre spiagge anche per il turismo dei vacanzieri, ma comunque questo settore non ha saputo o potuto sfruttare a dovere nemmeno le particolari caratteristiche del nostro Ciglione Carsico e la splendida vista sul magnifico Golfo, di cui esempi eclatanti sono lo stato di abbandono in cui versa ormai da decenni l'Hotel Obelisco ed il discutibile scarso impegno profuso nei confronti del Santuario di Monte Grisa, due realtà che se opportunamente supportate e gestite sarebbero certamente in grado d'incrementare sensibilmente il ventaglio delle nostre offerte.    
Va anche segnalato "che purtroppo non ha certamente aiutato questo il Comparto" la scarsa attenzione dimostrata dai nostri Amministratori, sia per migliorare la fruibilità con parcheggi e posti di ristoro che per tutelare con adeguate potature la panoramicità di alcuni splendidi percorsi del nostro Ciglione Carsico " tra i quali va certamente menzionata la Strada Napoleonica" interventi certamente indispensabili per ripristinare e far rivivere le suggestive sensazioni con la magnifica vista sul nostro Golfo che da sempre questi percorsi sono stati in grado di trasmettere sia ai Triestini che ai turisti in visita alla nostra Città.

Sarebbe stata certamente "una Trieste molto diversa" se alcuni progetti legati allo sviluppo in chiave turistica del nostro magnifico lungomare, fossero stati adeguatamente supportati invece che inspiegabilmente osteggiati, progetti come il futuro della splendida Baia di Sistiana con le sue travagliate vicende
"oppure il possibile recupero di ampi spazi al mare sfruttando razionalmente la notevole quantità di materiali inerti provenienti dai cantieri delle Grandi Opere o da quelli del Comparto Edile Cittadino" per attuare il rimodellamento sia del lungomare da Barcola a Miramare che del tratto di costa Muggesana compreso tra Porto San Rocco e Lazzaretto, pianificando pure un significativo potenziamento della viabitità per poter consentire l'insediamento di nuove e attività alberghiere/ristorative e moderni stabilimenti balneari il tutto magari anche supportato da piscine terapeutiche centri Fitness e parchi acquatici.

Purtroppo sembra
"che per i nostri Amministratori" lo sfruttamento dei citati materiali inerti per recuperare spazi al mare e quindi poter rimodellare ed ampliare "sia il Lungomare da Barcola a Miramare che quello da Muggia a Lazzaretto" per renderli realmente funzionali a quelle che sono le attuali esigenze del turismo tradizionale o balneare "non venga considerata un'opzione prioritaria in quanto per detti materiali l'Amministrazione ha già pianificato il loro futuro sfruttamento" che contempla il completo riempimento "della ex Cava Facanoni" per ripristinare in circa un decennio la morfologia ambientale del secolo scorso "dicono che questa sia una soluzione finalizzata ad assecondare una sentita esigenza espressa dalla Cittadinanza".

Mi permetto di esprimere qualche dubbio in merito "alla citata presumibile sentita esigenza da parte della Cittadinanza" poiché per la stragrande maggioranza dei Triestini penso che questo non sia certamente un problema “in quanto data l’età o l'hanno sempre vista così oppure hanno imparato a convivere serenamente con quanto rimane della Cava stessa".

Credo che per questo sito sarebbero percorribili le più svariate soluzioni alternative, iniziando con la rimodellazione delle pareti della Cava per eliminare l’attuale situazione di marcato degrado e mettere quindi in sicurezza il Sito, poi in un secondo tempo potrebbe essere vagliata in termini di "interessi/costi/ricavi" la possibile realizzazione di un anfiteatro multifunzionale che potrebbe contare su di una particolarmente suggestiva splendida vista sul belissimo Golfo di Trieste.




                                        
Se i nostri Amministratori perseverassero nelle loro annunciate intenzioni
"penso che saremmo purtroppo l’unica Città di mare al mondo" in cui invece che sfruttare razionalmente i materiali inerti per rimodellare i propri litorali e recuperare ampi spazi al mare per consentire lo sviluppo  delle nostre economie e soddisfare quindi le molteplici e crescenti esigenze sia Turistiche che Portuali "si decide di portarli in montagna per riempire una vecchia Cava dismessa".



Turismo Crocieristico
penso che il futuro di questo Comparto sia ancora molto incerto in quanto sconta sia la limitata pubblicizzazione della nostra offerta Turistica che l’inadeguatezza dei collegamenti aerei ferroviari tra la nostra Regione ed il resto del Mondo, unitamente al non ancora risolto problema relativo alla loro indispensabile interconnessione con la creazione di una nuova Stazione Ferroviaria prospiciente l'Aeroporto Regionale di Ronchi, che la carenza di ormeggi adeguatamente strutturati per le navi, poiché anche l'attuale Stazione Marittima è penalizzata dal sottodimensionamento del piazzale d'accesso e dalla limitatezza delle aeree di sosta per merci e passeggeri, sottodimensionamento peraltro difficilmente risolvibile senza voler compromettere in modo significativo sia il decoro del nostro bellissimo lungomare che la normale fruibilità delle Rive Triestine.


Turismo tradizionale e culturale questo settore in passato non è stato certamente opportunamente supportato dall’operato dei nostri Amministratori, poiché non si è cercato di valorizzare a dovere "i nostri notevoli patrimoni relativi anche alla gran mole di reperti storico industriali" giacenti in qualche polveroso archivio, reperti storici che andavano invece esposti ed opportunamente sfruttati a fini turistici, magari anche sfruttando alcuni bellissimi ex Magazzini del Porto Vecchio compreso il vecchio Silos Granario o i monumentali e prestigiosi edifici Liberty presenti sul nostro  frontemare tra i quali vanno certamente menzionati sia l'ex Pescheria che il Palazzo Carciotti e la Stazione Ferroviaria di Campo Marzio.

Vecchia Stazione di Campo Marzio inaugurata in più lotti tra il 1906 e il 1909 per essere il capolinea di quella che lìAustria chiamò "La Ferrovia Transalpina" nella quale si trova anche un interessante e bellissimo Museo Ferroviario, che però ora per la mancanza di un'adeguata e lungimirante strategia Nazionale per supportare e finanziare le attività museali rischia purtroppo la chiusura, di fatto questa drammatica situazione fa si che non si possa intervenire ne per restaurare e neppure per dare un decoroso ricovero alle varie decine di rarissimi reperti che hanno segnato la storia ferroviaria non solo Nazionale del secolo scorso, reperti che invece che acrescere e dare lustro alla nostra dotazione museale ora purtroppo giacciono in balia delle intemperie sui piazzali in condizione di forzato e desolante semi abbandono.

Penso che per incrementare l'interesse Turistico nei confronti della nostra Città, forse sarebbe il caso di pianificare alcuni interventi per valorizzare il bellissimo complesso in stile tipicamente Liberty della Stazione di Campo Marzio, l'iniziativa potrebbe contemplare pure il ripristino della grande volta in ferro e vetro che ricopriva le testate dei binari della zona arrivi/partenze che era stata rimossa nel 1942, in questo modo si potrebbero ricavare ulteriori ampi spazi coperti per l'Area Museale e quindi poter dare un'adeguata e decorosa sistemazione ai citati rarissimi reperti.












Nel 1941 è stata smonta la copertura metallica.



Edifici che se opportunamente adattati potrebbero certamente diventare dei splendidi contenitori museali, in grado di ospitare anche quelle mostre di caratura mondiale che normalmente sono capaci di stimolare e muovere rilevanti flussi turistico/culturali, al fine di veicolare nuovi flussi turistici, penso che forse sarebbe il caso di guardarsi un po' attorno per capire come in giro per il mondo ci si attiva per materializzare detto risultato, cercando di sfruttare a dovere il recupero di aree Emporiali o il ripristino funzionale di alcuni tracciati ferroviari e vecchie Stazioni Ferroviarie per creare meravigliosi ed accattivanti percorsi lungo il Ciglione Carsico e poter quindi favorire le iniziative storico/museali, finalizzate al recupero di un numero rilevante di pregevoli tesimonianze e reperti "per far rivivere e non disperdere i fasti del passato" ma ribadisco nel contempo anche far si che questi siti possano generare nuovi interessi e consentire al nostro territorio di essere in grado di stimolare e sensibilizzare anche finanziatori privati e quindi poter rilanciare le economie del nostro territorio e creare nuove e rilevanti opportunità occupazionali.






Breve carrella d'immagini
relative ai Musei della Marineria e Ferroviari.


Le immagini della prima sezione sono in buona parte un invidiabile esempio di come in giro per il mondo vengono supportati ed adeguatamente finanziati questo particolare genere di Musei, mentre poi nella seconda parte si possono visionare alcune immagini molto meno eclatanti riferite invece al Museo Ferroviario Triestino, struttura Museale gestita con ammirevole impegno e rilevanti fondate competenze da un gruppo di volontari "che purtroppo per la cronica mancanza di fondi ed attenzioni e la miopia di Politici ed Amministratori sta attraversando un periodo difficile e dai risvolti sembra alquanto incerti " e quindi non ci sono le condizioni ideali per far si che si possano sfruttare a dovere quelle che invece sarebbero le sue notevoli e tuttora purtroppo inespresse potenzialità.





Se le scelte per supportare questo Comparto sono come l’aver individuato in via Cumano “ il Sito ideale per realizzare la nuova area museale ” in cui inserire il Museo di Storia Naturale e quello relativo alla Collezione Enriquez, allora mi sembra che questo non sia il modo giusto per supportare la crescita del citato Comparto, credo sia alquanto evidente che questo Sito "poco noto perfino a molti Triestini" risulti piuttosto decentrato rispetto a quelli che sono i più tradizionali itinerari turistici della nostra Città e non sia facilmente raggiungibile ne utilizzando i mezzi propri che la rete di trasporto urbana e non dispone di parcheggi sufficientemente dimensionati, forse sarebbe stato più razionale trasferire il tutto in Porto Vecchio.



Penso che per incentivare ulteriormente il Turismo nel nostro Territorio forse sarebbe anche il caso che tra i vari itinerari/iniziative turistiche di particolare interesse storico, sulle vicende che hanno di fatto segnata la vita di alcune zone del nostro territorio "siano anche inserite delle visita alle varie Cave del Bacino estrattivo presenti sul Carso Triestino" per far conoscere l'importanza e la notevole rinomanza che i pregiati marmi estratti da questi Siti hanno avuto fin dall'epoca dell'Impero Romano.
In epoca Romana questi marmi furono impiegati tra l'altro anche per la  realizzazione e per l'abbellimento del comprensorio monumentale di Aquileia e da queste Cave è uscito anche l'enorme monolito a forma di calotta del peso di ben 300 tonnellate e di 11/12 metri di diametro che fu trasportato via mare per andare a costituire la copertura del Mausoleo di Teodorico il Grande presente a Ravenna, poi nel periodo Asburgico le cave hanno raggiunto il loro massimo splendore dando lavoro a più di 3.000 operai, in quanto con lo sviluppo della ferrovia questi pregiati marmi hanno potuto raggiungere più facilmente le Città e le Capitali d'Europa e del Mondo per abbellire/decorato le loro piazze i palazzi e le stazioni metropolitane e ferroviarie, tra le quali vanno certamente ricordate - Milano - Francoforte - Vienna - Budapest - Praga - Parigi - Atlanta -  New York -.
Chiaramente per far si che l'itinerario turistico/culturale possa generare particolari interessi,
bisogna creare un area museale particolarmente caratterizzata/accattivante sia per le attrezzature esposte che per la presenza di consultabili corpose biografie, che non dovrebbero chiaramente essere circoscritte alla sola e più famosa Cava Romana, ma dovrebbero prendere in considerazione anche le realtà minori sparse sul Carso poiché tutte hanno contribuito a far crescere la rinomanza dei nostri pregiati marmi ed alla realizzazione ed all'abbellimento dei Palazzi dell'Area Urbana della Trieste Asburgica del Castello Di Miramare e del Porto Vecchio. Tra le altre cose bisognerebbe anche far piena luce sulle varie tracce di Epoca Romana compreso il recupero/ricostruzione del particolare scivolo che dal Ciglione Carsico doveva presumibilmente raggiungere il mare in prossimità dell'odierno 'Hotel Europa, opera che veniva utilizzata per far scivolare e trasportare in riva al mare i marmi o le pietre che poi dovevano essere caricata sulle navi per poter raggiungere le più svariate lontane destinazioni.

Dobbiamo essere tutti ben coscenti che il futuro di questo Comparto sarà molto problematico, se paradossalmente e purtroppo contrariamente a quanto sta accadendo in giro per il mondo, nel nostro Paese si perseverasse ancora nel considerare le attività museali/culturali un semplice costo e non come invece potrebbe diventare "considerata l'enormità del nostro patrimonio" un settore molto redditizio in grado di sviluppare significative economie e generare nuove opportunità occupazionali nel nostro Territorio.





 
 
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